Elisa Tortoreto – Dottoressa in Giurisprudenza

SOMMARIO

Premessa.
1. «Falsum quid sit». La prospettiva di Angelo Gambiglioni criminalista.
2. La falsificazione testamentaria ad opera del notaio.
3. Il falso testamento olografo nel Tractatus de Maleficiis.
4. Il falso testamentario nel Commento alle Institutiones giustinianee.
5. Conclusioni.


Quando si parla del falso testamentario si fa riferimento a una fattispecie criminosa della quale si è a lungo ignorata la rilevanza, anche nel dibattito giuridico contemporaneo. Il presente contributo si propone di ricostruire, muovendo dall’esame dei presupposti dogmatici emersi in epoca romana e proseguendo con l’analisi dell’apporto dottrinale fornito da Angelo Gambiglioni, il ruolo svolto dalla suddetta fattispecie, in un’epoca di transizione. Attraverso la realizzazione del suo Tractatus de Maleficiis e del suo Commentario alle Istituzioni, Gambiglioni delinea i confini del crimen falsi, soffermandosi sugli aspetti relativi alla repressione della falsificazione testamentaria ad opera di pubblici ufficiali e dei testamenti olografi. Perseguendo tale finalità, egli si avvale, peraltro, dell’opinione di alcuni tra i suoi più illustri predecessori, quali Bartolo da Sassoferrato, Baldo degli Ubaldi e Bartolomeo Saliceto. La metodologia adottata per la realizzazione di tale studio, si fonda su un’attenta ricerca delle fonti, scrupolosamente selezionate, al fine di coniugare l’indagine dottrinale con l’osservanza delle prassi applicative del tempo. Il lavoro prende le mosse, dunque, da un’attività di indagine, ricognizione ed elaborazione di testi per la maggior parte caratterizzati da finalità spiccatamente dottrinali, ma spesso anche di natura pratica.

Parole chiave: Angelo Gambiglioni; Falso testamentario; Tractatus de Maleficiis.


When discussing about the testamentary forgery reference is made to a criminal offense, whose relevance has long been ignored, even in contemporary legal debate. The aim of this study is to reconstruct the role played by this crime, during a time of transition, strarting from the examination of the most significant premises that emerged in the Roman era and continuing with an analysis of the contribution provided by Angelo Gambiglioni. Through the creation of his Tractatus de Maleficiis and his Commentary on the Institutions, Gambiglioni traces the boundaries of the crimen falsi, focusing on the aspects relating to the persecution of the testamentary forgery made by public officials and of the holographics ones. In his legal productions, he also quotes the opinions of his most illustrious predecessors, such as Bartolo de Saxoferrato, Baldus de Ubaldis and Bartholomei de Saliceto. The method used for the realization of this study is based upon a careful research of sources, selected in order to combine doctrinal investigation with the observance of the practical applications of the time. The work, therefore, tries to make an activity of investigation, recognition and elaboration of texts mostly characterized by doctrinal purposes as well as practical nature.

Key words: Angelo Gambiglioni; Testamentary forgery; Tractatus de Maleficiis.

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