Guido Scatizzi – Dottore in Giurisprudenza, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
SOMMARIO
1. Il passaggio allo ius codificatum nel Codex iuris canonici del 1917.
2. Il quadro del diritto vigente nel Codex iuris canonici del 1983.
2.1. Criteri di revisione legislativa secondo il magistero del Concilio Ecumenico Vaticano II.
2.2. La traduzione normativa nel Codex iuris canonici del 1983. Problematicità sul piano sistematico.
2.3. Un quadro composito, nelle trame del Codice.
3. Il conferimento del pallio.
3.1. Note storico-giuridiche.
3.2. Le recenti evoluzioni rituali nel conferimento del pallio, tra forma e sostanza.
4. La riscoperta dell’istituzione metropolitica in ottica devolutiva.
4.1. Interventi magisteriali successivi all’ultima codificazione. Da Apostolos suos (1998) a Mitis Iudex Dominus Iesus (2015).
4.2. Il peculiare munus fornito al metropolita dai motu proprio Vos estis lux mundi (2019, 2023), versione ad experimentum e versione definitiva.
5. Osservazioni conclusive.
Il contributo muove dalla consapevolezza ormai acquisita e condivisa che, dal punto di vista storico ed ecclesiologico, la ‘porta d’accesso’ per una corretta comprensione della collegialità e della sinodalità, ai diversi livelli, è la Chiesa nella sua costituzione provinciale. Sul piano più strettamente giuridico, in ogni caso, per conferire effettiva consistenza alle istanze partecipativo-comunionali emergenti, occorrerà impiegare gli strumenti offerti dal diritto canonico secondo le funzionali differenze intercorrenti tra gli stessi, a cominciare dalla inseparabile triade organica sovradiocesana, composta dalla provincia ecclesiastica e dal concilio provinciale, con al centro il metropolita, punto di incontro e di equilibrio rispetto alle altre due. Le istituzioni metropolitiche, infatti, stanti i limiti dell’impianto del vigente Codex, sono state riconsiderate come utili strumenti di collegamento tra l’istanza petrina e quella vescovile, in grado di salvaguardare la potestà primaziale del romano pontefice, tramite la comunione gerarchica, in senso discendente e ascendente, e di corroborare la potestà episcopale, mediante l’affectus collegialis tra vescovi e la communio tra Chiese particolari. Il carattere eminentemente comunitario che contraddistingue la metropolia, unico nel Codice di diritto canonico, ne qualifica la destinazione al servizio dei christifideles e ne incoraggia il pieno ripristino, quale forma di cooperazione storicamente asseverata che garantisca maggiore vicinanza alle necessità dei luoghi e delle persone.
Parole chiave: metropolita, pallio, concilio provinciale, communio Ecclesiarum.
The present contribution proceeds from the now well-established and commonly shared awareness that, from both a historical and an ecclesiological perspective, the privileged point of entry for an adequate understanding of collegiality and synodality, at their various levels, is to be found in the Church as constituted at the provincial level. From a more strictly juridical standpoint, however, in order to confer genuine substance upon the emerging participatory and communional dynamics, it is necessary to employ the instruments provided by canon law, in accordance with the functional distinctions proper to each. This process finds its primary expression in the inseparable and organically structured supra-diocesan triad, consisting of the ecclesiastical province and the provincial council, with the metropolitan placed at the center as the point of convergence and equilibrium between the two. Indeed, given the limitations inherent in the structure of the current Codex iuris canonici, metropolitan institutions have been reconsidered as valuable instruments of mediation between the Petrine and the episcopal dimensions. They are capable, on the one hand, of safeguarding the primatial authority of the Roman Pontiff through hierarchical communion, understood in both descending and ascending senses, and, on the other, of strengthening episcopal authority through the affectus collegialis among bishops and the communio among the particular Churches. The distinctly communitarian character that marks the metropolia – unique within the Code of canon law – defines its orientation toward the service of the christifideles and encourages its full restoration as a historically attested form of cooperation, one that ensures greater proximity to the needs of both places and persons.
Key words: metropolitan, pallium, provincial council, communio Ecclesiarum.