Giuseppina De Giudici – Professoressa associata di Storia del diritto medievale e moderno, Università degli Studi di Cagliari

SOMMARIO

1. L’unificazione normativa e la valorizzazione della matrice storica. Federico Sclopis alla Camera.
2. Tra naturale accomodamento e naturale unificazione. La posizione della commissione parlamentare.
3. Tra febbraio e marzo 1848: l’estensione della codificazione albertina e i nuovi programmi.
4. Lo Statuto, i codici e la fusione perfetta.
5. La «definitiva e totale fusione»: i lavori delle commissioni cagliaritana e torinese.


Il 27 maggio 1848 Federigo Sclopis, guardasigilli del primo ministero costituzionale sabaudo, presentava alla Camera una proposta di legge per l’estensione del codice civile albertino (1837) alla Sardegna. In quell’occasione egli spiegava che la raccolta normativa emanata per gli Stati di terraferma era stata adattata alla «condizione particolare dell’Isola e dei suoi abitanti» mediante l’introduzione di «eccezioni», «[ag]giunte» e «modificazioni». Si potrebbe pensare che Sclopis rappresentasse la persona adatta a garantire l’aderenza del codice alle peculiarità dell’ordinamento normativo dell’isola nella delicata fase di realizzazione della cd. fusione perfetta. Eppure, se esaminiamo le proposte presentate, è difficile non percepire il divario tra le parole del guardasigilli e il concreto disegno di legge in discussione. Resta da capire come l’obiettivo della fusione perfetta abbia influito sulla scelta di adattare il codice alla realtà locale.

Parole chiave: Codice civile albertino e Sardegna, adattamento dei codici albertini alla Sardegna, fusione perfetta e codici albertini.


On 27 May 1848, in the Chamber of Deputies, the Minister of Justice in the first Savoy constitutional ministry, Federigo Sclopis, introduced a bill to extend the Albertino civil code (1837) to Sardinia. On that occasion, he explained that the charter issued for the mainland states had been adapted to the «particular condition of the Island and its inhabitants» through the introduction of «exceptions», «additions» and «modifications». Sclopis could be expected to have been the right person to guarantee the code’s consonance to the peculiarities of the island’s legal system in the delicate phase of the so-called perfect fusion. Yet, on close examination, it is difficult not to perceive a discrepancy between the words of the Minister and the actual bill under discussion. Further scrutiny is necessary to establish the ways in which the goal of perfect fusion influenced the decision to adapt the code to local reality.

Key words: Albertine Civil Code and Sardinia, adaptation of the Albertine codes to Sardinia, perfect fusion and Albertine codes.

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